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Recupero e studio dei resti umani |
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Ricostruzione Facciale
Un particolare settore di cui l'antropologia forense si occupa, a fini d’indagine, è la ricostruzione facciale delle vittime partendo dai resti ossei del cranio; la validità di questo metodo, nato dalla commistione di studi pluridecennali delle scuole sia russa che americana ai quali si aggiungono il continuo contributo di ricerche sempre più mirate, è stata dimostrata dalla risoluzione di molti casi giudiziari grazie all’elaborazione di questo tipo di identikit. La tecnica forense della ricostruzione facciale può essere applicata non solo a scopo d’indagine, ma anche per finalità storico-scientifiche per riportare alla luce il volto di personaggi storici di cui si conservano solo i resti scheletrici e poche raffigurazioni artistiche, generalmente poco attendibili perché spesso non coeve e frutto comunque di approssimazioni dettate dalle mode iconografiche dei vari periodi. Avendo a disposizione le ossa del cranio, e quando possibile anche quelle dell’intero corpo, è infatti possibile svolgere uno studio antropometrico sull’individuo, delinearne la costituzione, lo stile di vita e la tonicità dei muscoli che lasciano delle precise tracce sulle ossa (inserzioni muscolari e osteofiti) a seconda del loro sviluppo; tutti questi dati vengono fatti convergere in un profilo biologico che costituisce la base della ricostruzione facciale. Grazie ai dati antropologici si è calcolato, secondo le più accurate tabelle
di riferimento per la Forensic Art, lo spessore dei tessuti molli presenti nelle
varie parti del volto onde realizzare dei tasselli di riferimento che,
posizionati sui punti di repere del cranio, guidano il modellamento dei vari
muscoli facciali. La fase successiva prevede la ricostruzione dei muscoli, nervi e ghiandole in base sia agli spessori sia alla morfologia delle ossa craniche. Un'operazione solo apparentemente artistica, ma che si basa su conoscenze mediche e anatomiche, oltre che antropologiche. Lo step finale prevede la stesura dello strato cutaneo sui muscoli ricostruiti, che ne determinano l'aspetto finale. In questo modo è stato il cranio stesso, senza alcun intervento arbitrario da parte dell’esecutore, a modellare la fisionomia del soggetto restituendo così il vero volto che il soggetto aveva al moneto della morte. Un esempio: il Volto di San Venerio |