Archeologia e Antropologia

Recupero e studio dei resti umani

 

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Il Volto di San Venerio


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      Un esempio di applicazione delle tecniche forensi di ricostruzione facciale è la realizzazione del volto di San Venerio, patrono dei fanalisti d’Italia e del Golfo della Spezia, eseguita per conto di S.E.R. Monsignor Bassano Staffieri, Vescovo della Diocesi di La Spezia.

 
     Come prima cosa la reliquia, mandibola e splacnocranio (ossa della faccia), è stata esaminata dal punto di vista antropologico, confermando l’appartenenza dei resti ad un individuo di sesso maschile, adulto e di età matura; dalle inserzioni muscolari si è potuto ipotizzare una potente muscolatura nella regione masticatoria e buccale, nonché dall’osservazione della regione nasale è emersa una deviazione del setto nasale probabilmente dovuta ad un evento traumatico incorso durante la vita del soggetto. Tenendo conto di tali caratteristiche, nonché delle notizie circa la vita monastica ed eremitica del Santo, si è ipotizzata una certa magrezza del soggetto accompagnata da uno sviluppo muscolare nella regione mandibolare, e si è quindi calcolato, secondo le più accurate tabelle di riferimento per la Forensic Art, lo spessore dei tessuti molli presenti nelle varie parti del volto. Il calcolo di questi spessori è servito per costruire dei tasselli di riferimento che, posizionati sui punti di repere del cranio, avrebbero poi guidato il modellamento dei vari muscoli facciali.
Prima di procedere alla ricostruzione vera e propria, ci si è preoccupati di protegger l’intera reliquia con una pellicola dello spessore di alcuni micron, in modo da non inficiare il risultato finale, ma al tempo stesso sufficiente a proteggere le ossa dalle operazioni successive.
Poiché la dimensione delle labbra viene ricostruita dalla posizione dei canini superiori (larghezza della rima labiale) e da quella degli incisivi (altezza delle labbra), tale porzione della dentatura, non presente nei resti ossei a causa di una perdita postmortale, è stata ripristinata grazie all’ausilio di apposite protesi ortodontiche modellate e posizionate secondo gli alveoli malari e mandibolari; anche il bulbo oculare è stato ricostruito facendo ricorso ad una protesi realizzata tenendo conto delle dimensioni dell’orbita e delle modificazioni tipiche dell’età matura-senile a cui va incontro il volto umano. Già in questa fase si è proceduto alla ricostruzione di alcuni muscoli e nervi, come il sopraorbitario l’etmoidale anteriore e il muscolo orbicolare, necessari alla restituzione della morfologia dell’orbita; lo step successivo ha portato al rimodellamento dei vari muscoli facciali e dello strato cutaneo tenendo presente sia gli spessori precedentemente calcolati e posizionati sui punti d’inserzione, sia la sottostruttura ossea. In questo modo è stato il cranio stesso, senza alcun intervento arbitrario da parte dell’esecutore, a modellare la fisionomia del soggetto restituendo così il vero volto che il Santo aveva al moneto della morte.
Sul volto così ricostruito è stato poi eseguito un calco in silicone in modo da realizzare una maschera in resina-ceramica da posizionarsi sul cranio all’interno del reliquiario.