Archeologia e Antropologia

Recupero e studio dei resti umani

 

English version

 

 

Versione Italiana

 

Matteo Borrini, dallo studio delle ossa al volto di San Venerio

Ossa antiche, ma anche molto molto recenti: il campo d'azione del giovane archeologo e antropologo forense Matteo Borrini è vasto, anche in termini "temporali". Perché le sue indagini riguardano da una parte i ritrovamenti archeologici, ai quali applica - ed è il primo in Italia a farlo - le tecniche dell'antropologia forense (tipiche dei medici legali e della polizia "scientifica"); ma dall'altra Borrini si dedica anche ad analizzare ritrovamenti di corpi recenti, quando in possesso delle forze dell'ordine giungono un osso, uno scheletro, ecc. Laureatosi in archeologia e antropologia forense a Firenze, Borrini ha frequentato un corso di antropologia forense in Gran Bretagna, presso l'Accademia della Difesa del Regno Unito e poi ha tenuto un laboratorio di antropologia fisica all'università di Firenze, nell'ambito del corso di Paletnologia del prof. Fabio Martini.

Accanto all'attività accademica e di ricerca Borrini è diventato consulente tecnico della Procura della Repubblica: viene consultato cioè quando si recupera un cadavere e c'è da trovare degli indizi sulla base della morfologia delle ossa. Tempo fa era stato chiamato a Venezia quando dalla laguna venne alla luce una mandibola umana e si pensava potesse trattarsi di un resto delle due ragazze di Burano, zia e nipote, scomparse ormai da parecchi anni.

E ancora: con le tecniche dell'antropologia, Borrini ha ricostruito il volto di san Venerio, patrono del golfo di La Spezia e dei fanalisti d'Italia, per conto della Curia di La Spezia. Ora lo attende un'altra sfida, quella di ricostruire il volto dell'eroe nazionale albanese, Skanderberg, per il quale ha ricevuto un incarico ufficiale. «C'è solo un problema. Occorre ritrovare le sue ossa - spiega Borrini - perché in Albania sono due i luoghi che si contendono la sua sepoltura».

Serena Spinazzi Lucchesi

 

NOTA: La responsabilità circa eventuali imprecisioni anagrafiche, di titoli accademici o altro presenti negli articoli  è da riferirsi agli autori degli stessi. Gli articoli vengono riportati così come editi dalle varie testate.